GLI UOMINI CI CAMBIANO

 

Una cena, ieri sera.

Un avvocato, Parigi nell’aria.

Una frase, un’affermazione sicura.

E sorrido, rido, me ne scuso.

La frase è la stessa che ho sentito dire in un’altra giornata, su una panchina, in piena Primavera, anni or sono. Sempre da un uomo. La stessa che leggo questa mattina, scritta da Gramellini su un Vanity Fair che ha aspettato troppo prima di essere sfogliato.

“La monogamia a oltranza non è una condizione naturale dell’essere umano”, scrive Massimo.

Sorrido, rido, rifletto. Ma senza appesantirmi. Con la stessa leggerezza incoraggiata da Calvino.

 

Non so se questa storia dell’impossibile monogamia sia vera o no.

Procedo a random, in fondo è da un po’ di giorni che mi interrogo sul tema “Gli uomini ci cambiano”, dopo aver letto un’intervista di Jane Fonda per Vanity Fair, dove diceva che sono terribilmente crudeli, e ora gli elementi sono aumentati.

gli uomini ci cambiano

So che ho molti amici uomini, da sempre.

Il miglior amico delle elementari? Maschio. Alle medie? Pure. Alle superiori… va da sé. E poi amici maschi che lo sono da una vita, isole meravigliose a cui raccontarmi, con cui ridere e sorridere, scherzare e magari andare fuori a cena, o a pranzo, o in discoteca. Alcuni li conosco da sempre, altri da poco.

Perché è vero che in giro c’è tanta “roba-che-non-è-proprio-Chanel-numero-5”, ma è anche vero che ci sono tanti uomini che sono invece manifesti della fiducia che noi donne possiamo riporre nella loro specie. Anche se può sembrare difficile.

 

La monogamia a oltranza: Gramellini ha inserito quelle due parole lì, “a oltranza”, a differenza dei miei amici a cui l’argomento pare tanto caro. Due parole che fanno la rivoluzione, diciamocelo pure.

 

Partiamo da un presupposto semplice ma che spesso si dimentica: l’essere umano è in continua crescita. Le esperienze che viviamo ci plasmano, i rischi che decidiamo di affrontare ci mostrano aspetti del nostro carattere che magari ignoravamo del tutto. Basta cambiare il lato della strada che percorriamo per tornare a casa per accorgerci di scenari diversi e scoprire che quella nuova prospettiva ci entusiasma e ci piace più della precedente. Cambiano i nostri gusti e cambiamo noi. Sempre, inevitabilmente, fortunatamente. Inevitabile dunque che possiamo incontrare anche qualcuno che ci piaccia e ci faccia sentire nuovamente le farfalle nello stomaco, benchè il lato del matrimoniale su cui dormiamo non sia proprio libero.

A cambiare letto matrimoniale, però, e quindi a portare dimostrazioni alla tesi ben esplicitata da Gramellini, sono perlopiù gli uomini.

Una volta,  per esempio, una mia amica mi ha detto:

“Ogni tanto mi metto alla prova: questo cuore è ancora capace di battere o sono diventata incapace di innamorarmi? Però ******* non lo tradirei mai. Abbiamo due vite fantastiche che diventano un noi denso di significato”

Ecco: forse le donne hanno approcci diversi alla questione, ma resta il fatto che anche solo sentimentalmente pure noi ogni tanto siamo poligame. E diciamocela tutta: molti uomini potrebbero pure avviare la stesura di enciclopedie sui casi di tradimento vero e proprio che hanno subito, vedendosi schiantare quel piccolo IO dopo cadute vertiginose.

Io per prima, alla fantastica età che ho (“Nel mezzo del cammin di nostra vita” potrebbe darvi un’idea numerica), di una cosa sono certa: si possono amare contemporaneamente molte persone. Amare, nel senso ampio e profondo del termine. Perché inevitabilmente siamo e restiamo legati a chi c’è stato nella nostra vita con relazioni autentiche.

Io, per esempio, sono legata a quegli uomini che mi hanno cambiata.

Sì, perché hanno ragione le donne che dicono che gli uomini ci cambiano. Io però voglio fare una precisazione: gli uomini che mi hanno cambiata sono riusciti a tirare fuori il meglio di me. Perché loro sono stati uomini migliori.

Gli uomini che mi hanno cambiata sono quelli che hanno saputo aiutarmi a conoscere l’altra faccia della medaglia. Perché la verità è che molto spesso noi donne siamo così determinate nel voler essere amate da quelli sbagliati, che ci perdiamo il bello di questi esseri così diversi da noi. Sono quelli capaci di far ridere e sorridere nonostante tutto intorno sia sbagliato. Sono uomini sinceri e onesti, che mi raccontano delle loro storie e io scopro nuove prospettive – le loro – che spesso noi donne nemmeno prendiamo in considerazione, legate come siamo ai ruoli quasi istituzionali che la nostra società ha affibbiato loro.  Anche se pure loro in amore non sono stinchi di santi, come gli altri. Ma forse la perfezione è dell’umanità terrena? Dagli uomini noi donne abbiamo tanto da imparare; come apprezzarli per quello che sono, per esempio. E darci il tempo di conoscerli davvero, visto che corriamo sempre troppo, in certi casi.

Gli uomini che stimo e che sempre faranno parte della mia vita non sono in lotta con le donne. Perché così dovrebbe essere: nessuna lotta, tra nessuno. Non potrei mai essere femminista perché esserlo per me significherebbe ammettere che la nostra società è ancora fortemente maschilista, e questo non lo riconoscerò mai. Ci sono gli stronzi – è vero. Esattamente così come ci sono le stronze – siamo leali. Ci sono tanti uomini che sostengono le donne, loro compagne o semplicemente amiche o persino sconosciute. Perché siamo persone, a prescindere dal sesso. Adoro gli uomini che hanno ben presente questo concetto.

Sì, ci sono tanti uomini nella mia vita che mi hanno cambiata, o che semplicemente mi hanno accompagnata nei cambiamenti e nei cambi di direzione. Alla faccia di chi non crede nella sincerità dell’amicizia tra uomini e donne!

Inevitabilmente ce ne sono stati altri (pochi, perché è sempre bene avere poche storie d’amore) per cui ho sofferto molto, troppo. Come tutte noi. (E così come molti uomini che hanno sofferto per le donne.)

La sofferenza? Uno stato (disgraziato) di grazia che permette di scoprire meglio il diamante grezzo che abbiamo dentro. Ma solo se ci sta davvero dentro di noi, quel diamante.

shine!

Sono cambiata e in parte è stato merito loro, in gran parte però merito mio, perché ognuno di noi reagisce all’esterno in modo strettamente personale e soggettivo.

Viva dunque gli uomini capaci di cambiare le donne. E viva le donne in pace con tutti. A prescindere dai diamanti e dal catrame.

(Tutti gli uomini e le donne che fanno soffrire il prossimo non cambiano nessuno: semplicemente danno prova della loro bruttezza.)

 

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Luana Lamparelli
Luana Lamparelli è una scrittrice pugliese. Dal 2011 a oggi molti lavori portano la sua firma. Collabora con artisti e realtà culturali diverse, è stata ospite di numerosi eventi culturali, per cui ha sempre presentato opere inedite. Tra questi vi sono: Leggo un nome: Chernobyl (2011, per le manifestazioni a favore del disarmo nucleare organizzata da associazioni nazionali sensibili al tema; successivamente è stato pubblicato anche su diverse testate giornalistiche), Faccia da trappola, esca (2013, gioco di parole a più voci con cui è stata allestita una mostra audio-visiva), Faccia da Murgia. Vita, morte, miracoli e Io amo il Castello (2013, per l’evento culturale centrato sull’arte pittorica e scultorea di artisti della Puglia “Murgia. Vita, morte, miracoli”), Io non sono un fake (2015, opera inedita scritta appositamente per l’omonimo evento). Nel 2013 ha curato la sceneggiatura della puntata Tempus fugit per la web-fiction Bishonnen, di cui è anche protagonista. Ha pubblicato due romanzi: Giardini senza tempo (2012) e Piccoli silenzi desiderabili (2014) e curato la comunicazione con la stampa per diversi eventi. Dal 2014 al 2015 ha curato la rubrica di arte, cultura e spettacolo Ars artis edita sui portali della Livenetwork (barilive.it, tranilive.it, terlizzilive.it, ruvolive.it, bitontolive.it, barlettalivve.it, andrialive.it, coratolive.it), per cui spesso ha curato articoli di cronaca. Nel 2015 è stata membro della giuria tecnica del Premio Letterario Nazionale “Corti e brevi”. Nel 2016 vanityfair.it pubblica il suo racconto a puntate #ChatRoom. Dal 2017 collabora con Versante Ripido, la fanzine di poesia in edizione cartacea e digitale. Nello stesso anno, infatti, inizia a lavorare "con più impegno e dedizione, passione e consapevolezza" alla composizione in versi, partecipando ospite a numerosi eventi ed entrando in contatto con diverse realtà a livello nazionale. Trovate tutti i suoi lavori presenti online sulla pagina "Roba da leggere" di questo blog. Refrattaria da sempre ai concorsi, forse cambierà idea.

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