UNA MAPPA PER PERDERSI

OVVERO

CIRCO LAMPARELLI – ISTRUZIONI PER L’USO

Le mappe solitamente servono a orientarsi per raggiungere da un punto A una destinazione precisa, un punto B. Anche quando decidiamo di navigare nel web, partiamo con l’idea di raggiungere “una meta”. Il web però è una scatola giapponese, un labirinto, un percorso a specchi: ti ci perdi dentro. Anche con un click.

Voi, per esempio, perché siete qui, ora?

Forse perché avevate bisogno di perdervi. O di ritrovarvi. O di staccare la spina. Oppure per leggermi.

CIRCO LAMPARELLI

Prima di tutto: un circo, perchè?

A trovare il nome a questo blog è stato un mio amico scrittore e docente universitario. Eravamo a una cena tra amici, si parlava di tutto di più, compresi i miei lavori e questo sito. All’epoca aveva un altro nome, “Perfettamente fuori posto” si chiamava, ma non mi convinceva. Allora lui, complice qualche bicchiere di troppo di vino (a suo dire, perché io lo ricordo lucido come al solito), mi propone questo nome qui, Circo Lamparelli. Vista la tua personalità, il tuo spostarti continuamente, il tuo essere dinamica e brillante – mi dice. In effetti chi mi conosce Dice io sia un personaggio, un circo appunto, nel senso più simpatico e dinamico, creativo e suggestivo del termine. Poteva essere trovato un nome migliore per il mio blog?

Personalmente ho molto apprezzato Circo Lamparelli come titolo del mio blog perché dentro la parola circo c’è un mondo in continua evoluzione, in costante creazione e ricerca, un mondo che brilla davanti al pubblico dopo aver lavorato e provato a lungo nel silenzio dei riflettori spenti. Un po’ dire circo è come dire scrittore, se vogliamo. E poiché il mio mestiere è quello di scrittrice (insieme a quelli di educatrice professionale e docente), poiché a detta di tutti sono un cinema, un romanzo bizzarro, Circo Lamparelli è il nome perfetto per questo blog.

 

Inoltre mi piace pensare al circo come metafora della vita. Nella vita ci sono mille colori sgargianti, mille motivi per cui sorridere, per cui meravigliarsi, sorprendersi, restare col fiato sospeso e il naso all’insù. Nella vita ogni giorno bisogna affrontare le difficoltà, con un continuo allenamento, e lavorare sodo per la versione migliore di noi stessi. Nella vita bisogna saper essere acrobati, equilibristi, truccatori, costumisti, direttori, e pure “inservienti”. Bisogna imparare ad arrangiarsi e a rimboccarsi le maniche, a saper stare in scena e a sapervi uscire, bisogna imparare a lavorare duro per gli obiettivi. E se le cose non vanno come si vorrebbe? Altro giro, altra corsa.

Ci vuole arte. Sempre.

L’unica cosa che non mi piace assolutamente del circo è la violenza sugli animali. In questo mio circo vive l’amore e la passione per gli animali.

E ora vi lascio scoprire tutte le pagine tra cui perdervi attraverso questo sito, tramite il menù. Ve le illustro, così che possiate “perdervi meglio” nella lettura di quel che più vi interessa. 

Buona lettura!

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DIARIO DI UNA LETTRICE

In questa pagina trovate il mio pensiero, le mie impressioni e considerazioni sui libri che leggo, i film che mi colpiscono, le canzoni che ascolto.

Non il diario di un’autrice di romanzi, racconti e poesie, ma il diario di quella che sono al di là del mestiere di scrittrice. Io, ma dall’altra parte della cattedra, della scrivania, accanto a voi. Che poi è dove preferisco stare.

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ECCO MADAME

Spazio ispirato dalla figura storica di Madame de Staël e dal suo salotto letterario.

Interviste a fotografi, scrittori, pittori, scultori, donne e uomini di cultura, arte e spettacolo.

Dalle interviste pubblicate sul portale Livenetwork (Ars artis, per curiosare cliccate qui) per la mia rubrica di arte, cultura e spettacolo, fino alle nuove chiacchierate.

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HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA

Qui entriamo nello spazio più sofisticato di questo blog.

Spiegazione tecnica, cenni storici, passaggi di logica a partire dall’Orlando furioso: eccoli qui.

Nell’Orlando furioso, l’opera di Ludovico Ariosto, Orlando pazzo per amore perde il senno. Astolfo deve recuperarlo, quindi è incaricato di salire sulla Luna, dove si trovano raccolte tutte le cose perse dagli uomini sulla Terra: beni materiali e soprattutto morali. È qui che Astolfo trova le lacrime e i sospiri d’amore, l’ozio, il tempo perso nel gioco, i desideri irrealizzati, i doni fatti con speranza di ricompensa, la corruzione della Chiesa. Poi Astolfo si rivolge verso le sue esperienze perdute, modificate a tal punto che gli devono essere spiegate da san Giovanni, il santo che l’ha condotto fino a lì. Infine trova un monte dov’è raccolto tutto il senno perso dagli uomini, raccolto in boccette, allo stato gassoso. (Gassoso: tenente bene a mente questa parola.)

ORA. L’Orlando furioso è un poema epico-cavalleresco scritto in ottave da Ludovico Ariosto nella prima metà del XVI sec. Nel 1500. Oggi siamo nel 2015. E l’uomo continua a perdere il proprio senno, continuamente, ripetutamente, forsennatamente. Dunque le cose non sono cambiate. Affatto. Stiamo andando alla deriva, da più punti di vista. Dovremmo anche noi poter andare sulla Luna per recuperare il senno, ma – ahimè! – se l’uomo è stato davvero sulla Luna, noi comuni mortali non possiamo certamente andarci. Siamo dunque costretti a restare senza ragione? Chissà. Forse, con un po’ di buon senso e senso critico, qualcosa si può ancora salvare. Qual è dunque la frase che meglio rappresenta tutto questo ambaradan di pensiero? Ma è ovvio:

“Houston, abbiamo un problema!”

La celebre frase “Houston, we have a problem” (“Houston, abbiamo un problema”) deriva da una manomissione delle parole di Swigert, “Okay, Houston, we’ve had a problem here” (“OK, Houston, abbiamo avuto un problema qui”), messaggio inviato al Mission Control per segnalare il problema che impedì l’allunaggio durante la missione dell’Apollo 13, dopo i precedenti sbarchi sul nostro satellite dell’Apollo 11 e Apollo 12. Precedenti, o presunti tali. Se penso a tutto quello che non va, a tutti gli stati di dissociazione, disgregazione o di sfacelo, questa è la sola citazione che ben ci rappresenta. Lo stato di emergenza dovrebbe scattare nella nostra testa perché la navicella spaziale di quel che dovremmo essere si risintonizzi con quella di ciò che stiamo facendo. Questo è dunque lo spazio in cui scrivo le mie riflessioni, le mie considerazioni, le mie opinioni su quello che accade nel mondo e quello che mi accade intorno, nel mio mondo. Quello a me più vicino e quello mio più intimo e personale.

Fine della lezione.

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ROMANZI E LAVORI

La pagina fissa dove scoprire tutti i miei lavori di scrittura da sfogliare, portare con sé al mare, sotto il piumone, in vacanza, a lavoro. A partire dagli esordi, fino ai nostri giorni.

Nella vita di tutti i giorni la scrittura non è il mio unico mestiere. Perché le parole da sole non bastano. Non a me, almeno, che amo la vita concreta. Lo scrittore, per me, non è un artista: per me è un grande osservatore, capace di lavorare secondo il paradigma di analisi, riflessione, critica e autocritica. Molto probabilmente in questo incidono il mio lavoro di educatrice professionale e di docente, la mia indole concreta e pragmatica, la mia testa sulle spalle, i miei piedi per terra.

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ROBA DA LEGGERE

Una pagina con tutti i link per leggere liberamente i miei lavori pubblicati nel web da Vanity Fair, Versante Ripido e altre riviste o antologie.

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