UNA MAPPA PER PERDERSI

OVVERO

CIRCO LAMPARELLI – ISTRUZIONI PER L’USO

Le mappe solitamente servono a orientarsi per raggiungere da un punto A una destinazione, punto B.

Anche quando decidiamo di navigare nel web, partiamo con l’idea di raggiungere “una meta”.

Il web però è una scatola giapponese, un labirinto, un percorso a specchi: ti ci perdi dentro. Anche con un click.

Voi, per esempio, perché siete qui, ora?

Forse perché avevate bisogno di perdervi.

O di ritrovarvi.

Alle volte la differenza è un velo sottile.

Ecco qui allora una specie di vademecum per spaziare in questo luogo virtuale.

Prima di tutto:

un circo, perchè?

CIRCO LAMPARELLI

Il circo è un modo di vivere: viandanti, sotto cieli stellati, con il ritmo perpetuo delle stagioni scandite dall’alternarsi del giorno e della notte, del freddo e del caldo, della pioggia e del cielo sereno. Cosa fa di un circo il circo? Le maschere e gli abiti di scena, le tute degli atleti dai colori sgargianti, i volti dipinti dei clown, la destrezza dei giocolieri. Tutta roba che si alterna senza posa ai volti senza trucco, ai gesti quotidiani senza luci della ribalta, con le musiche silenziose, preparandosi ogni giorno al nuovo spettacolo. E ancora: la determinazione e l’allenamento per strappare la meraviglia al pubblico, i trucchi per sbalordire meglio, il pane quotidiano tra il pranzo e la cena. A prescindere da quale giorno sia. E poi richiudere la baracca, caricare la carovana, ripartire.

Altra città, altro pubblico, stessi bagagli ma nuove emozioni.

Il circo è metafora della vita, qui.

Sì, è una filosofia di vita: siamo sempre viandanti, viaggiamo per guardare il mondo da altre prospettive, magari stando perfettamente fermi e spostando solo un mouse. Bisogna sempre imparare nuovi trucchi, studiare nuovi giochi di prestigio, altre acrobazie. Per stupire il pubblico restando però fedeli a noi stessi. Per sbalordire, che non è ingannare. Per vivere davvero, anche quando dovremo indossare i panni del pierrot.

Nella vita è così:

ci sono mille colori sgargianti

mille motivi per cui sorridere

mille ragioni per interrogarsi.

E se le cose non vanno come si vorrebbe?

Altro giro, altra corsa.

Ci vuole arte. Sempre.

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DIARIO DI UNA LETTRICE

I libri che leggo, i film che mi colpiscono, le canzoni che ascolto.

Io, ma dall’altra parte della cattedra, della scrivania, accanto a voi. Che poi è dove preferisco stare.

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ECCO MADAME

Spazio ispirato dalla figura storica di Madame de Staël e dal suo salotto letterario.

Interviste a fotografi, scrittori, pittori, scultori, donne e uomini di cultura, arte e spettacolo.

Dalle interviste pubblicate sul portale Livenetwork (Ars artis, per curiosare cliccate qui) per la mia rubrica di arte, cultura e spettacolo, fino alle nuove chiacchierate.

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HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA

Qui entriamo nello spazio più sofisticato di questo blog.

Spiegazione tecnica, cenni storici, passaggi di logica a partire dall’Orlando furioso: eccoli qui.

Nell’Orlando furioso, l’opera di Ludovico Ariosto, Orlando pazzo per amore perde il senno. Astolfo deve recuperarlo, quindi è incaricato di salire sulla Luna, dove si trovano raccolte tutte le cose perse dagli uomini sulla Terra: beni materiali e soprattutto morali. È qui che Astolfo trova le lacrime e i sospiri d’amore, l’ozio, il tempo perso nel gioco, i desideri irrealizzati, i doni fatti con speranza di ricompensa, la corruzione della Chiesa. Poi Astolfo si rivolge verso le sue esperienze perdute, modificate a tal punto che gli devono essere spiegate da san Giovanni, il santo che l’ha condotto fino a lì. Infine trova un monte dov’è raccolto tutto il senno perso dagli uomini, raccolto in boccette, allo stato gassoso. (Gassoso: tenente bene a mente questa parola.)

ORA. L’Orlando furioso è un poema epico-cavalleresco scritto in ottave da Ludovico Ariosto nella prima metà del XVI sec. Nel 1500. Oggi siamo nel 2015. E l’uomo continua a perdere il proprio senno, continuamente, ripetutamente, forsennatamente. Dunque le cose non sono cambiate. Affatto. Stiamo andando alla deriva, da più punti di vista. Dovremmo anche noi poter andare sulla Luna per recuperare il senno, ma – ahimè! – se l’uomo è stato davvero sulla Luna, noi comuni mortali non possiamo certamente andarci. Siamo dunque costretti a restare senza ragione? Chissà. Forse, con un po’ di buon senso e senso critico, qualcosa si può ancora salvare. Qual è dunque la frase che meglio rappresenta tutto questo ambaradan di pensiero? Ma è ovvio:

“Houston, abbiamo un problema!”

La celebre frase “Houston, we have a problem” (“Houston, abbiamo un problema”) deriva da una manomissione delle parole di Swigert, “Okay, Houston, we’ve had a problem here” (“OK, Houston, abbiamo avuto un problema qui”), messaggio inviato al Mission Control per segnalare il problema che impedì l’allunaggio durante la missione dell’Apollo 13, dopo i precedenti sbarchi sul nostro satellite dell’Apollo 11 e Apollo 12. Precedenti, o presunti tali. Se penso a tutto quello che non va, a tutti gli stati di dissociazione, disgregazione o di sfacelo, questa è la sola citazione che ben ci rappresenta. Lo stato di emergenza dovrebbe scattare nella nostra testa perché la navicella spaziale di quel che dovremmo essere si risintonizzi con quella di ciò che stiamo facendo. Questo è dunque lo spazio in cui scrivo le mie riflessioni, le mie considerazioni, le mie opinioni su quello che accade nel mondo e quello che mi accade intorno, nel mio mondo. Quello a me più vicino e quello mio più intimo e personale.

Fine della lezione.

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ROMANZI E LAVORI

La pagina fissa dove scoprire tutti i miei lavori di scrittura, a partire dagli esordi, e dove leggermi altrove

(in altri spazi web o sulla carta stampata).

Ovviamente nella vita di tutti i giorni la scrittura non è il mio unico mestiere. Perché le parole da sole non bastano.

Non a me, almeno, che amo la vita concreta.

Lo scrittore non è un artista: il suo lavoro è fatto di tasti pigiati con passione, di analisi, osservazione, riflessione, critica e autocritica. Niente di più concreto per giungere a mille altre persone sconosciute e lontane,  o vicine e distanti.

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