Parole per l’anno che verrà – parte seconda

 

 

Ho fatto un po’ di valutazioni: le parole che spesso dimentichiamo di mettere in pratica in modo autentico davvero, nella nostra quotidianità (sì, dovremmo usarle e realizzarle ogni singolo giorno), sono davvero tante.

Dopo il verbo Amare, riferito a una relazione di coppia, quindi, ecco le altre che vi auguro: altri verbi, per sottolineare che è importante lavorare sodo se si vogliono relazioni autentiche ed essere persone di valore, e anche sostantivi. Insieme all’amore inteso come forza motivante e collante autentico da mettere in pratica con i vostri affetti più veri e anche con gli sconosciuti. Perché vi dico “anche con gli sconosciuti”? Lo scoprirete leggendo.

 

Ribadisco: vi auguro che questi verbi soprattutto siano declinati ogni giorno nelle vostre esistenze, tramite le vostre azioni concrete. Ricordate: le parole, da sole, non fanno un bel niente, non dimostrano nulla, se non che ne avete conoscenza e padronanza linguistica. Per cui, come scrittrice e come educatrice, vi dico: le parole sono importanti, possono aprire mondi e possibilità, possono generare sentimenti, rinsaldare rapporti o farli interrompere, creare nuove realtà. Siate ben attenti a quello che dite, a quello che promettete, e siate coerenti; occorre essere capaci di tener fede alle parole pronunciate, che significhino promesse o impegni, ed essere concreti. A parlare sono bravi tutti: la volete fare davvero questa differenza o no? Datevi una mossa, crescete, riflettete, misurate, agite! E siate cauti. Perché, come diceva la mia professoressa di lettere e latino a liceo, “Parole poco pensate portano pena”. Non solo per gli altri, ma anche per voi: perché gli altri non sono scemi e vi posson dare il benservito sempre, senza possibilità di replica. E quindi: non vi giocate male le possibilità che l’altro vi offre, non tradite la sua fiducia, non bruciatevi.

 

PAROLE PER L’ANNO CHE VERRÀ

VERBI

sognare            viaggiare 

imparare           realizzare

rischiare          cercare

perseverare         valorizzare

incoraggiare

 

SOGNARE. Il sogno: quello a occhi aperti che non fa male, restando sempre coi piedi per terra ma al tempo stesso dispiegando le ali per REALIZZARE nuovi progetti. Professionali, personali, di squadra; a lavoro, in famiglia, con gli amici; con i vostri compagni di vita, mariti, mogli, figli.

IMPARARE. Vi auguro di imparare sempre, perché solo così conoscerete meglio voi stessi e scoprirete di amare ciò che prima ignoravate, solo così scoprirete i vostri limiti e vi metterete alla prova. Sfidatevi, non date nulla per scontato, datevi la possibilità di giudicare con cognizione di causa, non di essere mossi dal pregiudizio. Imparate nuove lingue, nuove attività, nuovi mestieri, nuovi voi stessi: sì, imparate a cambiare pelle, a superarvi, a non ripetervi sempre uguali.

Imparare, poi, è un verbo che a me piace tantissimo perché apre la porta a molti altri: a MERITARE, per esempio, a CURARE, CURARSI, AIUTARE, GUADAGNARE, RISPARMIARE.

REALIZZARE. Realizzate i vostri progetti, i vostri sogni, i vostri desideri. Dalla passeggiata in riva la mare anche se è inverno, alla dieta e alla palestra rimandata da tempo. Dalla mostra dei vostri dipinti o delle vostre foto, all’organizzazione del libro nel cassetto. Dal riordino dei vostri spazi, al cambio di look che vi piace ma non siete sicuri possa davvero essere quello giusto. Non rimandate: la Vita è adesso!

RISCHIARE. Se sono cose belle, se non nuocciono a nessuno, se è esattamente quello che più temete, rischiate rischiate rischiate! Mandate il messaggio che volete inviare ma esitate, azzardate l’abbraccio o la carezza che frenate dentro i pugni, scrivetele le lettere, fatele le telefonate, consegnateli i regali che avete comprato e mai dato ai destinatari delle vostre attenzioni! Mettete da parte l’imbarazzo, l’insicurezza, le perplessità. Cosa avete da perdere? Se il risultato non sarà quello che speravate, sarà comunque valsa la pena: perché non avrete rimpianti. No, non avete nulla da perdere, solo da guadagnare, nel bene e nel male.

CERCARE. Cercate sempre, senza sosta, non impigritevi, non annoiatevi, non scoraggiatevi, non demordete. Non accontentatevi. Cercate sempre la soluzione migliore, la condizione migliore, la persona giusta per voi. Cercate sempre di migliorare voi stessi, l’ambiente in cui vivete, la relazione col vostro partner. Cercate sempre il lato positivo delle cose. Cercate di vivere appieno e fino in fondo le vostre emozioni, i vostri stati d’animo: non temete mai la tristezza, la malinconia, la delusione, la rabbia, il rammarico. Passeranno, col tempo. Ci vorrà pazienza, ma se ne andranno, se li vivrete davvero. Ogni nostro stato d’animo spiacevole non va soffocato o represso perché negati dalla nostra società. Non possiamo diventare davvero più forti se neghiamo le tempeste. Fanno parte della Vita. E poi cercate il punto d’incontro, il confronto, la messa in discussione, l’antitesi, la risposta, il perdono, la riconciliazione, la melodia giusta, il libro giusto al momento giusto. Cercate sempre di tentare ancora, di non tirarvi indietro, di mettere da parte l’orgoglio.

PERSEVERARE. Oltre a cercare, sì, perseverate. Siate decisi, agite con costanza, dimostrate fermezza e coerenza. Però non perseverate negli errori: imparate a riconoscerli, e miglioratevi subito rispetto a essi se dipendono da voi, dal vostro carattere, dalla vostra pigrizia, dalla vostra incapacità. Oppure migliorate il tiro se dipendono da fattori esterni. Non perseverate però in relazioni sbagliate o nelle situazioni ambigue. Imparate a riconoscerle e operate criticità. Imparate a salvarvi, laddove potete. Che sia da una storta per aver corso su terreni non stabili o da pericoli gravi e seri.

VALORIZZARE. Date valore. Valorizzate i vostri fallimenti, i vostri errori: perché solo così eviterete di fallire o sbagliare ancora. Valorizzate quel che avete: leggeteli, i libri che comprate; indossateli, i vestiti che lasciate spesso nell’armadio. Imparate a usare quel che avete. E poi, soprattutto, valorizzate le persone che vi circondano. Ripetete sempre a chi amate quanto sia importante per voi, e nel farlo non usiate solo le parole: regalate fiori, scrivete parole su cartoline, scarabocchiate disegni anche se non siete bravi, organizzate gite, e se non sono gite, anche semplici passeggiate; ricreate dei momenti solo per voi: non è importante la cena al ristorante, ma lo spazio e il tempo curati esclusivamente per condividerli con chi amate. Non aspettiate che l’altro vi manchi per chiedere “Passiamo del tempo insieme?”; no: curate e condividete con chi amate il tempo che potete, quando potete. E poi: valorizzate voi stessi. Questo significherà anche tagliare quelle relazioni in cui siete dati per scontati, messi all’angolo, o peggio: in cui siete offesi, in cui soffrite. Non sempre si può, lo so. Nel lavoro, per esempio, non è facile. Ma almeno in pseudo-amori o pseudo-amicizie, fatelo! Inutile che vi dica che dovete valorizzare i vostri talenti, le vostre capacità e competenze, le vostre caratteristiche migliori (lavorando sui vostri difetti) per aumentare la vostra autostima e divenire così capaci di tagliare i ponti con chi non vuole davvero il vostro bene, con chi dice di amarvi ma poi è centrato solo su di sé. Io, per esempio, ho iniziato a tirar fuori la mia passione per la scrittura e a pubblicare articoli, racconti e romanzi quando ho detto basta a una relazione troppo sbilanciata. Siamo nati per essere felici, non per costringerci all’infelicità.

E poi…

INCORAGGIARE.

Incoraggiate voi stessi, gli altri, i bambini, i ragazzi che crescono, i vostri genitori, i vostri figli, i vostri insegnanti, i vostri alunni, i vostri amici, i vostri colleghi e anche il capo che vi sta sulle scatole. Lo sconosciuto che siede di fronte a voi sul vagone del treno, la ragazza che incrociate per strada mentre piange. Chi ha perso tutto, chi è ambizioso, chi prega per gli altri, chi s’impegna, chi vuol gettare la spugna. Incoraggiare significa anche ascoltare: ecco, fermatevi un attimo e ascoltate. Vedrete che in qualche modo, nella frenesia di ogni giorno, vi riconcilierete col mondo e con una parte di voi stessi che probabilmente state trascurando.

Per me scrivere significa raggiungere gente sconosciuta e incoraggiarla, farle capire in qualche modo che non deve sentirsi sola, perché non lo è.

La cosa più bella che mi sia capitata all’inizio della mia vita a Milano, più bella e più inaspettata, è questa, ve la racconto.

Poco più di un anno fa, a Vigevano salivo sul treno per raggiungere Milano, in un sabato mattina in cui avrei dovuto incontrare i miei amici pugliesi. Parlavo al telefono, era un momento difficile. A un certo punto, mentre ero già sul vagone, individuato un posto libero, chiedo: “Come sta?”. Io chiedevo come stesse una cagnolina di nome Maya al suo proprietario, dall’altra parte del telefono. Una voce esterna, però, mi ha risposto con tono meravigliato: “Sto bene, grazie”. Era il passeggero seduto sulla poltrona di fronte a quella su cui mi stavo accomodando. Mi sono scusata, ho spiegato che non era rivolta a lui la domanda perché parlavo al telefono con gli auricolari ma che ero comunque contenta di sapere che stesse bene. Quando ho chiuso la telefonata, nonostante la mia faccia triste e qualche lacrima che solcava le guance, lui si è fatto coraggio e mi ha chiesto: “E lei, come sta?”. Quell’uomo, per me sconosciuto sino a quella mattina, mi ha incoraggiata tanto in un momento difficile davvero. Arrivati a Milano, mi ha proposto di scambiarci i numeri, “Così”, ha detto “quando ti vien voglia di scrivere a lui, manderai un saluto a me e io ti parlerò della Spagna, dei miei viaggi, e tu affronterai il distacco un po’ meglio, riuscirai a voltare pagina. Vedrai”. Quell’uomo, che ho scoperto poi essere un pilota dell’Alitalia, è diventato mio amico. Quando pubblico qualcosa qui su questo blog, mi legge subito senza che nemmeno lo avvisi e mi dice quel che pensa, mi scrive su whatsapp. Anche per il mio lavoro di scrittura mi incoraggia. Ieri sera mi ha scritto parole bellissime in merito al mio precedente articolo, quello sul verbo Amare, e mi ha confidato che leggermi lo aiuta molto, in una certa misura lo incoraggia a guardare il suo passato e a rileggerlo in modo più consapevole.

(Sul treno si fanno incontri bellissimi, ve lo garantisco personalmente. Alle volte possono nascere anche poesie, o racconti che qualcuno pubblicherà da qualche parte, forse su altro sito internet, sotto occhi di milioni di persone.)

Se non fosse per questo pilota Alitalia sconosciuto poi divenuto mio caro amico, Milano sarebbe stata molto più dura e difficile da affrontare.

Quindi: incoraggiate, non tiratevi indietro mai. È il gesto più umano che possiate compiere e che, al tempo stesso, vi farà sentire davvero migliori. Perché in quel momento lo sarete davvero.

Non ci sono solo verbi, ma anche sostantivi che vi dedico e vi auguro per questo nuovo anno ormai alle porte. Non commenterò in alcun modo nessuno di essi: perché voglio che ognuno di voi vi rifletta spontaneamente, senza interferire né condizionarvi.

PAROLE PER L’ANNO CHE VERRÀ

SOSTANTIVI

coscienza    

incoscienza (q.b., il necessario per volare)

tenacia    coraggio   

delicatezza   forza

calma   serenità

felicità

pazienza  determinazione

serenità   sincerità

lealtà

critica   autocritica

realizzazione

reciprocità

 

 

La Vita è misteriosa e affascinante. A volte gioca tiri mancini che nemmeno immaginiamo, altre volte ci regala gioie immense.

Una persona che amavo tanto, occhi celesti come il cielo, sorriso radioso, mina vagante un po’ come tutte le altre donne della mia famiglia, era solita ripetere – e dire a me soprattutto – le parole di un grande Maestro:

Gioisci per quel che c’è da gioire,

soffri per quel che c’è da soffrire.

 

Di fronte a tutto quello che mi accade, io me le ripeto sempre, lascio che risuonino in me con la sua voce, e la sento meno lontana.

Oggi le regalo anche a voi, perché possano essere il mio incoraggiamento in qualsiasi vostro momento.

Il mio compito finisce qui, con la speranza che possiate donare e ricevere, sempre e incondizionatamente, con purezza e reciprocità d’intenti.

Buon 2017.

Luana

Luana Lamparelli
Luana Lamparelli è una scrittrice pugliese. Dal 2011 a oggi molti lavori portano la sua firma. Collabora con artisti e realtà culturali diverse, è stata ospite di numerosi eventi culturali, per cui ha sempre presentato opere inedite. Tra questi vi sono: Leggo un nome: Chernobyl (2011, per le manifestazioni a favore del disarmo nucleare organizzata da associazioni nazionali sensibili al tema; successivamente è stato pubblicato anche su diverse testate giornalistiche), Faccia da trappola, esca (2013, gioco di parole a più voci con cui è stata allestita una mostra audio-visiva), Faccia da Murgia. Vita, morte, miracoli e Io amo il Castello (2013, per l’evento culturale centrato sull’arte pittorica e scultorea di artisti della Puglia “Murgia. Vita, morte, miracoli”), Io non sono un fake (2015, opera inedita scritta appositamente per l’omonimo evento). Nel 2013 ha curato la sceneggiatura della puntata Tempus fugit per la web-fiction Bishonnen, di cui è anche protagonista. Ha pubblicato due romanzi: Giardini senza tempo (2012) e Piccoli silenzi desiderabili (2014) e curato la comunicazione con la stampa per diversi eventi. Dal 2014 al 2015 ha curato la rubrica di arte, cultura e spettacolo Ars artis edita sui portali della Livenetwork (barilive.it, tranilive.it, terlizzilive.it, ruvolive.it, bitontolive.it, barlettalivve.it, andrialive.it, coratolive.it), per cui spesso ha curato articoli di cronaca. Nel 2015 è stata membro della giuria tecnica del Premio Letterario Nazionale “Corti e brevi”. Nel 2016 vanityfair.it pubblica il suo racconto a puntate #ChatRoom. Dal 2017 collabora con Versante Ripido, la fanzine di poesia in edizione cartacea e digitale. Nello stesso anno, infatti, inizia a lavorare "con più impegno e dedizione, passione e consapevolezza" alla composizione in versi, partecipando ospite a numerosi eventi ed entrando in contatto con diverse realtà a livello nazionale. Trovate tutti i suoi lavori presenti online sulla pagina "Roba da leggere" di questo blog. Refrattaria da sempre ai concorsi, forse cambierà idea.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *