Per cominciare: mi piace Manara. Assai.

Una copertina, un libro.

Foto: © G.L.B., che possiede la copia del libro in questione

 

Un libro che conoscevo bene. Il vantaggio di aver lavorato come libraia.

– Quello è bellissimo! – dico.

– Anche a me piace molto. Trovo strano che possa piacere a te. Sono tre episodi veramente maschilisti e a tratti umilianti per voi donne. Comunque come disegna i culi manara, non li disegna nessuno – mi risponde.

A rispondere è un uomo, ovvio. Un restauratore, pittore, artista di famiglia, più precisamente. Perchè questa mia passione per il tratto di Manara e dell’uomo che è?

– Sai, è sempre bello vedere quanto il raggio d’azione degli uomini (di alcuni uomini!) sia limitato al proprio ego, per noi Donne! E Milo Manara, in questo e nel dimostrarlo, è un Grande! Il suo tratto, poi, è unico e inconfondibile; è il segno della paternità delle sue opere ancor prima che si legga la sua firma. Manara stesso ha ammesso di disegnare la donnina, la femminuccia piuttosto che la donna di un certo spessore: esattamente quello che molti uomini che se la menano (credendosi chissà chi) scelgono nella propria vita, come compagna. Io sono follemente innamorata dell’ironia della vita, per questo amo Manara. Oltre che per il grande omaggio che lui fa alla sensualità femminile e ai capelli ricci.

– Luana, concordo pienamente con quanto detto. Personalmente credo di avere la mia parte femminile abbastanza pronunciata, forse per questo amo le donne dal forte carattere e dalla personalità spiccata.

– Lo so! Per questo non ho esitato a dire quello che penso.

 

Foto: ©LuanaLamparelli
Foto: ©LuanaLamparelli

 

Ecco, Houston, ecco il primo problema: gli uomini che amano le donne forti, determinate, intraprendenti, sono pochi. I più le temono, perchè in verità vogliono essere loro le “prime donne”. Il fatto che in una coppia ci possa essere, poi, uno che fa a gara con l’altro per primeggiare mi fa davvero una grande tristezza. Magari questi ominicchi qui temono anche che le donne forti siano arpie, e si privano così di esseri angelici dotati di meravigliosa vitalità, e fedeltà, e sani principi, e persino molto di più di un conto bancario proprio!

 

Immagine dal web: © Milo Manara

 

Dalla mia ho la grande fortuna di conoscere uomini straordinari, che amano davvero e incondizionatamente le donne, che le stimano e le rispettano. Uomini intelligenti, genuini, con cui puoi parlare e confrontarti. Uomini che non stanno lì a vedere se sei maschio o femmina, ma che valutano la persona che hanno di fronte. Esattamente come me. Senza restare preconfezionati nelle “logiche del mercato”, come fossimo noi donne prodotti nati per “essere consumati”. Per fortuna c’è ancora tanta gente dotata di buon senso, capace ancora di parlare liberamente e in modo intelligente, con predisposizione costruttiva, in una sinergia di idee e pensieri che fa ritrovare sempre il piacere del confronto, il piacere di conoscersi, il gusto di parlare.

Sento parlare troppo, e spesso troppo a vanvera, della parità dei sessi, ma siamo sicuri di perseguirla e viverla nella nostra quotidianità? A parer mio, anche il voler essere sempre forti e incontrastati di alcuni uomini è violenza bella e buona contro le donne. Di uomini che amano il confronto alla pari, capaci di riconoscere senza esitazione alcuna la maggiore validità delle idee dell’interlocutrice che hanno di fronte rispetto alle proprie, e che in virtù dell’onestà intellettuale fanno un passo indietro, di uomini così per fortuna ce ne sono parecchi, è da questa consapevolezza che bisogna partire per fare davvero guerra alla violenza contro le donne. Ci vogliono uomini perchè noi donne vinciamo! E noi stesse dobbiamo ammetterlo. L’unione fa la forza! Il movimento femminista secondo me, a un certo punto della storia, ha solo complicato le cose e compromesso gli equilibri cui auspicava. Perchè non si tratta di imporsi, si tratta di convivere: con le diversità, che sono poi le specificità; con la consapevolezza che le relazioni d’aiuto sono importanti e fondanti per una buona società. Con la consapevolezza che affermare “Oggi sono troppo stanca, puoi cucinare tu per favore”, oppure “Ho bisogno del tuo aiuto per risolvere questo problema”, non sono sinonimo di sconfitta, ma di vittoria: la vittoria del buon senso sulle guerre inutili.

Ecco, questo penso.

Il problema però rimane. Resta sempre lì quando vedo i sorrisini ebeti stamparsi su certe facce dichiarando che adoro Manara. Problema di retaggio culturale, cognitivo o di ignoranza di quegli uomini? Spesso il vero problema è di consapevolezza di sè, di fiducia, autostima e buon senso, da parte di chi si ferma solo su quello che ascolta in pochi istanti. Anche un problema di tempo, sì: in una società come la nostra, sempre più spesso si dimentica di dare e darsi la possibilità di conoscersi davvero, capendo nel tempo e col tempo il senso e il significato autentico e soggettivo di alcune affermazioni strettamente personali.

Sì, Houston, abbiamo un problema. Uno per cominciare, si sa. Son partita da Manara per giungere al tempo che non vogliamo concedere, che non vogliamo concederci, passando per il ruolo della reciprocità di relazione uomo-donna nella costruzione di valore della nostra società. Ho usato parole semplici, immagini facili. Magari, chissà, non sono nemmeno riuscita a trasmettere davvero tutto quello che intendevo dire. Faccio spallucce: almeno il fatto che esiste un problema è chiaro.

Che peccato, Houston, che il tuo Apollo 13 abbia fallito! Ci fosse almeno un altro Astolfo per recuperare il senno dei più, potremmo tutti tornare ai nostri posti di combattimento senza perderci in chiacchiere. Beato Orlando che impazzì d’amore per Angelica (la prima che dimostrò la vera faccia di quelle che sembrano tutte garbo e pudicizia e che poi tradì il suo uomo con un altro, confermando così quel che io penso: ovvero che il nome non fa la persona), beato lui che impazzì ma rinsavì grazie ad Astolfo volato sulla Luna per recuperargli il senno, così da tornare a combattere per Carlo Magno.

Ehssì. Beato lui, poveri noi.

Immagine dal web: © Milo Manara

 

 

Testi: ©LUANA LAMPARELLI

Testo e immagine di copertina: ©LUANA LAMPARELLI

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Luana Lamparelli
Luana Lamparelli è una scrittrice pugliese. Dal 2011 a oggi molti lavori portano la sua firma. Collabora con artisti e realtà culturali diverse, è stata ospite di numerosi eventi culturali, per cui ha sempre presentato opere inedite. Tra questi vi sono: Leggo un nome: Chernobyl (2011, per le manifestazioni a favore del disarmo nucleare organizzata da associazioni nazionali sensibili al tema; successivamente è stato pubblicato anche su diverse testate giornalistiche), Faccia da trappola, esca (2013, gioco di parole a più voci con cui è stata allestita una mostra audio-visiva), Faccia da Murgia. Vita, morte, miracoli e Io amo il Castello (2013, per l’evento culturale centrato sull’arte pittorica e scultorea di artisti della Puglia “Murgia. Vita, morte, miracoli”), Io non sono un fake (2015, opera inedita scritta appositamente per l’omonimo evento). Nel 2013 ha curato la sceneggiatura della puntata Tempus fugit per la web-fiction Bishonnen, di cui è anche protagonista. Ha pubblicato due romanzi: Giardini senza tempo (2012) e Piccoli silenzi desiderabili (2014) e curato la comunicazione con la stampa per diversi eventi. Dal 2014 al 2015 ha curato la rubrica di arte, cultura e spettacolo Ars artis edita sui portali della Livenetwork (barilive.it, tranilive.it, terlizzilive.it, ruvolive.it, bitontolive.it, barlettalivve.it, andrialive.it, coratolive.it), per cui spesso ha curato articoli di cronaca. Nel 2015 è stata membro della giuria tecnica del Premio Letterario Nazionale “Corti e brevi”. Nel 2016 vanityfair.it pubblica il suo racconto a puntate #ChatRoom. Dal 2017 collabora con Versante Ripido, la fanzine di poesia in edizione cartacea e digitale. Nello stesso anno, infatti, inizia a lavorare "con più impegno e dedizione, passione e consapevolezza" alla composizione in versi, partecipando ospite a numerosi eventi ed entrando in contatto con diverse realtà a livello nazionale. Trovate tutti i suoi lavori presenti online sulla pagina "Roba da leggere" di questo blog. Refrattaria da sempre ai concorsi, forse cambierà idea.

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