La creatività di Roberto Marzano

Ritorno a condividere le piacevoli conversazioni con persone in gamba davvero.

Oggi vi presento Roberto Marzano. Chi è, ma perché, cosa fa, come mai proprio lui?

 

 

Prima di entrare nel vivo della nostra intervista, voglio rispondere al “perché”: in una società come la nostra c’è bisogno di conoscere persone come Roberto Marzano.

Roberto Marzano è nato a Genova il 7 marzo 1959 e ama definirsi poeta e narratore “senza cravatta”, chitarrista, cantautore naif e “bidello giulivo”.

Barcollando tra sentimento e visioni, verseggia di vagabondi e di prostitute, di amori folli, di ubriachi e dei quartieri ultrapopolari dov’è vissuto. Meditabondo, si arrabatta tra città arrugginite, bar chiusi, televisori diabolici, supermercati metafisici, operai, nottambuli… e oggetti inanimati ai quali dà viva voce. Un poetare pregno di originalità e dell’ironia pungente che lo ha  già contraddistinto nel campo della canzone d’autore.

Sembra uno stralcio estrapolato da una biografia fantastica, la presentazione di un personaggio-poeta nato dalla fervida immaginazione e dalla penna di uno scrittore, invece no: è la biografia di Roberto Marzano, ligure doc in carne e ossa. Ma non finisce qui. In merito alla sua passione per la musica e alla sua esperienza come musicicsta, in un probabile romanzo firmato da Fermin Romero de Torres (se fosse un autore fantasmagorico ad aver inventato Roberto Marzano, sarebbe proprio Fermin, il famoso personaggio inventato da Carlos Ruiz Zafòn nella sua tetralogia Il Cimitero dei libri dimenticati) :

Molto applaudite le sue performance tenutesi a Roma, Torino, Milano, Napoli, Bologna, Bari, Trieste,  Matera, Modena, Como, Alessandria, Crema, Sanremo, Savona e nella sua Genova: variopinti quadretti dove i versi vanno a incastrarsi nelle corde della chitarra, in un divertente e originale collage di endecasillabi, sberleffi e canzoni scoppiettanti che suscitano, volutamente, sorpresa e ilarità. Inventatosi l’improbabile casa editrice “SiFaPerFarBenEdizioni”, produce una serie di “Quadernetti Poetici” a tema, con poeti, narratori, pittori, fotografi italiani e stranieri.

I “Quadernetti Poetici” sono un progetto editoriale di straordinaria bellezza. Uniscono voci e sguardi differenti intorno a un unico tema, sviluppando così un lavoro corale, dove ogni voce resta autentica e unica nella sua singolarità, unendo e favorendo l’incontro con personalità che spaziano sia per geografia sia per specificità artistica. Non solo: da un punto di vista grafico, sono opere d’avanguardia: confrontando i volumi del design contemporaneo in materia di editoria, Marzano con le sue scelte stilistiche, le sue impaginazioni, le sue rese grafiche precorre i tempi. Lo studio minuzioso e calibrato tra testi, temi e autori è alla base della progettazione di ogni singolo quadernetto, ben diverso dagli altri; l’immaginazione vivace, l’allegria intellettuale di Roberto Marzano, la sua capacità carismatica e il suo lavoro “dietro le quinte”, la sua leadership letteraria e culturale costituiscono il fil rouge che unisce fra loro tutti i numeri.

 

  1. “Sedani mimose mandarini e rose” è il tuo nono quadernetto poetico che raccoglie componimenti di più autori: come e quando nasce l’idea che ha dato il via al primo numero?

La voglia e l’idea nascono dal piacere di dare spazio a chi fa fatica a trovarne. Anch’io ci sono passato, per cui dare la possibilità di essere pubblicati gratuitamente ad artisti di ogni tipo mi dava e mi dà immensa soddisfazione. Nei miei “quadernetti (dove convivono pacificamente dilettanti e artisti più affermati) non c’è nessuna selezione: tutti sono pubblicati aldilà del valore delle proposte che, comunque, è sempre di ottimo livello. Unico “regolamento” (che mi sembra più giusto del banale ordine alfabetico) è quello di pubblicare in ordine di arrivo dei contributi.

 

 

 

  1. Cosa è cambiato strada facendo tra la prima edizione e quest’ultima?

Di sicuro la qualità della pubblicazione. Man mano che vado avanti acquisisco sempre più capacità tecniche per impreziosire i “quadernetti poetici”. Diciamo che “per amor dell’arte” mi piace complicarmi un po’ la vita. Per cui sperimento su colori e situazioni d’impaginazione. I “quadernetti” sono piuttosto coloriti e colorati, disomogenei nella grafica, un tantino infantili, quasi naif. L’intento è quello di discostarsi dalla consueta veste di altre, pur rispettabilissime – detto senza alcuna ironia – antologie. Provo a dare una botta di vita a un ambiente talvolta rigido e ingessato, con la tendenza a prendersi troppo sul serio. Qui, di “serio”, non c’è proprio nessuno! La partecipazione è libera e a costo zero, fatta solo per amore delle arti e della loro divulgazione. Il risultato potrà anche apparire kitsch o un po’ pacchiano, ma la mia poca voglia di “serietà” deve in qualche maniera esternarsi, e i “quadernetti” vanno proprio in quella direzione.

 

 

  1. Ogni quadernetto ha un suo tema: cosa ti ispira per la proposta da fare puntualmente ogni anno ai poeti e scrittori che decidono di collaborare al tuo progetto?

Sinceramente cerco di proporre i temi più nelle mie corde, quelli che stimolano, se ce ne fosse bisogno, la mia creatività. Temi di solito non convenzionali nei quali gabbiani, tramonti e cuori infranti difficilmente trovano posto. La risposta dei partecipanti (non solo poeti ma, anche, disegnatori, pittori, fotografi, scultori e prosatori da tutta l’Italia ma non solo) è incoraggiante e in continua espansione.

 

  1. Quest’ultimo tema è brioso, colorato, profumato e ironico già nel titolo. Contiene qualche elemento autobiografico nascosto?

Ci sono e non ci sono… Nel senso che qualcosa di chiunque si può rintracciare in una mela come in un fiore. A chi non è capitato di sentirsi depresso come un cipresso o bello come una rosa? Di cadere come una pera, di farsi accarezzare dal vento desiderosi di essere sgranocchiati come un sedano o di voler aprirsi al mondo come fossimo profumati mandarini?

L’ironia è per me un vero e proprio modo di essere – sono così anche fuori dai miei versi – che per forza di cose si ripercuote nello stile poetico. Ironia per esorcizzare e dissacrare i luoghi comuni, le feste comandate, le divise sociali, ma anche gli orrori (quelli veri) che ci travolgono ogni giorno.

 

 

  1. Questo progetto ti appartiene interamente. Sei tu, infatti, che proponi il tema, che coordini i lavori, che gestisci l’editing, l’impaginazione e anche la grafica. Cosa puoi dirmi in merito al connubio che puntualmente crei tra contenuti grafici e testi?

Lavorare da soli ha indubbiamente i suoi vantaggi, come tutti gli artisti ben sanno. Cerco di dare una certa attinenza ai contenuti con i colori dei caratteri ma anche con quelli dominanti delle fotografie.

 

  1. Sei un esperto di grafica? Come nascono le tue impostazioni grafiche per ogni quadernetto poetico?

No, sono solo un praticone che si evolve man mano che aumenta l’esperienza sul campo. C’è una certa ricerca sui font che utilizzo per il nome degli artisti, assieme alla combinazione di colori diversi per ogni carattere alla ricerca di un equilibrio cromatico che renda ogni pagina assolutamente diversa dalle altre. Comunque, la cosa che mi sollazza di più è creare le copertine che cerco di realizzare più accattivanti possibile.

 

  1. Parlaci di te a ruota libera!

Sono di Genova, non sono un grafico ma graficheggio, non sono laureato in lettere ma verseggio, non ho fatto il Conservatorio ma suono, e insegno, la chitarra da svariati decenni. La fortuna di avere un lavoro sicuro fa sì che possa sbizzarrirmi liberamente, senza alcun compromesso al fine di tirarci fuori del vile denaro. Di lavoro faccio il bidello e il rapporto con i ragazzi e certi insegnanti mi dà tanta soddisfazione e nuova linfa nel mio incedere poetico, musicale e creativo in ogni senso. Ho pubblicato un romanzo, una raccolta di racconti e cinque di poesie. A settembre uscirà “Hanno ammazzato il tempo” a cura di “Il piacere di scrivere”. Mi diverto a proporre un po’ dappertutto le mie performance poetico-musicali che assomigliano parecchio ai “quadernetti”: variopinti quadretti dove versi e gag vanno a incastrarsi nelle corde della chitarra, in un divertente e originale collage di endecasillabi, sberleffi, sorprese e canzoni scoppiettanti che suscitano, volutamente, sorpresa e ilarità.

Amo la vita e i miei figli, la musica, i libri, i cani,  il cinema, i bambini, il teatro, la pittura, la fotografia che, fortunatamente, contraccambiano.

Non mi resta che suggerirvi il link per l’ultimo quadernetto pubblicato, Sedani mimose mandarini e rose, dove trovate anche un mio contributo poetico allegramente ispirato dal titolo. Vi invito a curiosare anche tra i numeri precedenti (nelle immagini che accompagnano questo articolo, ne vedete tutte le copertine): ogni numero è fruibile gratuitamente online.

 

Vi lascio con alcuni approfondimenti sulle attività promosse da Roberto Marzano, sulle sue pubblicazioni e sui premi che ha vinto, ma prima permettetemi di dire che scoprendo questa mente geniale e meravigliosa ho pensato: per i nostri ragazzi, per i nostri bambini, per i nostri studenti e per tutti noi, Roberto Marzano è un esempio grandioso, l’esempio che declina quella citazione “Prendete la vostra vita e fatene un capolavoro” in un ritratto reale e a noi vicino.

Luana Lamparelli

 

 

Roberto Marzano, qualcosa di più sul nostro autore: 

A Genova, tra il 2016 e il 2017, ha organizzato le rassegne poetiche “Binari InVersi” e “Poetando” che con grande successo hanno visto la partecipazione di artisti da tutta l’Italia. Inventatosi l’improbabile casa editrice “SiFaPerFarBenEdizioni”, produce una serie di “Quadernetti Poetici” a tema, con poeti, narratori, pittori, fotografi italiani e stranieri.

I suoi versi sono stati tradotti in spagnolo da Carlos Vitale, in francese da Cinzia Calì, in inglese da Monica Luxardo, in genovese da Bruna Pedemonte e in tedesco da Günter Melle.

Come musicista (Roberto Marzano & gli “Ugolotti” e “Small Fair Band”) si è esibito in centinaia di concerti.

 

Ha pubblicato: “Extracomunicante. Dov’è finita la poesia?”- De Ferrari (2012); “Senza Orto né Porto”- Edizioni di Cantarena – QP (2013);  “Senza Orto né Porto”- Bel-Ami Edizioni (2013); L’Ultimo Tortellino… e altre storie” (racconti) – Matisklo Edizioni (2013); “Dialoghi Scaleni” – Matisklo Edizioni (2014); “Come un Pandoro a Ferragosto” (romanzo) – Rogas Edizioni (2015); M’illumino di mensole” – Matisklo Edizioni (2016).

 

Ha vinto il Premio Nazionale“ FITEL 2002” – Roma; la III Rassegna Letteraria “Monte Zignano 2008″ – Genova; la XXI Edizione Concorso Letterario “Don Lelio Podestà 2010” – Chiavari (Ge);  la III Edizione del “Concorso Letterario Bel-Ami 2013” – Napoli; Premio Nazionale di Poesia “La Bormida al Tanaro Sposa 2014” – Mallare (Sv); Concorso “Trieste… Invito alla Poesia 2016” – Trieste; Premio letterario “L’albero di rose 2017” – Accettura (Mt); Concorso fotografico e poetico “La  Paura e la Città 2017” – Bologna.  Innumerevoli  piazzamenti, “menzioni”, “premi speciali” e “segnalazioni”.

 

Immagini di copertina dei “Quadernetti Poetici” © Roberto Marzano

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Luana Lamparelli
Luana Lamparelli è una scrittrice pugliese. Dal 2011 a oggi molti lavori portano la sua firma. Collabora con artisti e realtà culturali diverse, è stata ospite di numerosi eventi culturali, per cui ha sempre presentato opere inedite. Tra questi vi sono: Leggo un nome: Chernobyl (2011, per le manifestazioni a favore del disarmo nucleare organizzata da associazioni nazionali sensibili al tema; successivamente è stato pubblicato anche su diverse testate giornalistiche), Faccia da trappola, esca (2013, gioco di parole a più voci con cui è stata allestita una mostra audio-visiva), Faccia da Murgia. Vita, morte, miracoli e Io amo il Castello (2013, per l’evento culturale centrato sull’arte pittorica e scultorea di artisti della Puglia “Murgia. Vita, morte, miracoli”), Io non sono un fake (2015, opera inedita scritta appositamente per l’omonimo evento). Nel 2013 ha curato la sceneggiatura della puntata Tempus fugit per la web-fiction Bishonnen, di cui è anche protagonista. Ha pubblicato due romanzi: Giardini senza tempo (2012) e Piccoli silenzi desiderabili (2014) e curato la comunicazione con la stampa per diversi eventi. Dal 2014 al 2015 ha curato la rubrica di arte, cultura e spettacolo Ars artis edita sui portali della Livenetwork (barilive.it, tranilive.it, terlizzilive.it, ruvolive.it, bitontolive.it, barlettalivve.it, andrialive.it, coratolive.it), per cui spesso ha curato articoli di cronaca. Nel 2015 è stata membro della giuria tecnica del Premio Letterario Nazionale “Corti e brevi”. Nel 2016 vanityfair.it pubblica il suo racconto a puntate #ChatRoom. Dal 2017 collabora con Versante Ripido, la fanzine di poesia in edizione cartacea e digitale. Nello stesso anno, infatti, inizia a lavorare "con più impegno e dedizione, passione e consapevolezza" alla composizione in versi, partecipando ospite a numerosi eventi ed entrando in contatto con diverse realtà a livello nazionale. Trovate tutti i suoi lavori presenti online sulla pagina "Roba da leggere" di questo blog. Refrattaria da sempre ai concorsi, forse cambierà idea.

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